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Quattro
i soci (Gabriella Canova, Simone Canova, Maria Cristina Dalbosco e
Jacopo Fo) e un progetto ambizioso: divulgare l'insegnamento del padre
comboniano Alex Zanotelli "Voti ogni volta che fai la spesa,
voti ogni volta che schiacci il telecomando, ogni volta che vai in
banca, sono voti che dai al sistema.".
Di qui un ventaglio amplio e variegato di offerte grazie al quale Merci Dolci
si propone di portare ovunque possibile un piccolo contributo per migliorare
la nostra qualità di vita: dai prodotti alimentari biologici certificati
e di provenienza da commercio equo e solidale, a un vasto catalogo di
informazione indipendente, alla diffusione e divulgazione di forme di utilizzazione
di energie alternative, di sistemi di risparmio energetico e
di prodotti tecnologici eco-compatibili.
Jacopo
Fo, scrittore, disegnatore, fumettista, attore, teorico
del punto G e sostenitore del punto L, sperimentatore del bio-diesel e
suo malgrado guru dello Yoga demenziale. In modo tenace e perseverante
dedica la sua vita a convincere l’umanità che si può
vivere meglio e ne inventa una nuova ogni 5,2 secondi. E’un rivoluzionario
occulto e nelle sue vene scorre sangue a basso impatto ambientale. Tanti
anni fa, con coraggio e incoscienza, ha iniziato l’avventura della
consociazione degli acquisti da cui è poi nata Merci Dolci s.r.l.
Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Ma non ci verrebbe così
bene.
Gabriella
Canova, che da 11 anni, ma sembrano mille, lavora a scrivere
testi, cucire libri, discutere appassionatamente tutto e fare tutto quello
che è necessario e solo lei sa fare: da sfinire per mesi i call-center
di Telecom per avere una connessione Internet che non sia quella a manovella
di cui disponiamo attualmente, a vendere bottiglie di “Sesso selvaggio”
per pagare gli stipendi. Tutto quello che abbiamo realizzato lo abbiamo
fatto insieme. La adoriamo, ha cuore e coraggio ed è onesta da
fare impressione. E inoltre è bellissima fuori.
Simone
Canova, una delle persone più buone che conosciamo.
Pur di lavorare vicino a noi ha fatto il cameriere e il lavapiatti ad
Alcatraz per un anno. E non era capace. Adesso firma un quotidiano con
20mila lettori e tiene sotto controllo le centinaia di pagine ribelli
dei nostri siti.
Maria
Cristina Dalbosco. Della serie “Chi trova un amico
trova un tesoro”. Avevamo bisogno di un notaio per riuscire a certificare
tutti i disastri che combiniamo e dare ordine alla nostra vita. Lei è
per tutti noi una mamma e, visto che ha già tre figli suoi, ci
confondiamo nel numero. Poiché adora tenere tutto sotto controllo,
a Merci Dolci ha aderito al motto “Nulla sfugge a questo comando”.
Stefano
Andreani, l’unico vero commercialista zen ancora
in vita. Si legge la finanziaria mentre noi sfogliamo romanzi, studia
manuali di contabilità prendendo il sole, e durante ogni fine di
settimana taglia la legna sperando in un maggiore tepore in casa della
morosa. Versa copiose lacrime ogni volta che deve redigere il nostro bilancio,
si rifiuta di presentarci parcelle e noi ci ostiniamo a non capire.
Sabina
Amico. Un nome, un destino. E’ lei a coccolare i
clienti di Merci Dolci, inviando mail che farebbero invidia a un Erotic
Center, a preparare con cura pacchetti, pacchettini, pacconi, volantini,
a sollecitare i fornitori, a ingaggiare incontri di box con i corrieri
(e quasi sempre a vincerli). Impagabile. Ma cercatela solo dopo le 10
di mattina, fino a quell’ora ha una quadrupla vita. Una delle quali
in una comunità di gatti.
Maria
Pia Bee, che è la più gentile che ci sia,
è la persona che rende tecnicamente possibile tutto quel che succede.
Si occupa della contabilità di Merci Dolci, ma solo in parte, perché
è quotidianamente chiamata a risolvere i problemi più svariati
che affliggono l’umanità visto che è meccanico, elettricista,
archivista, memoria collettiva, telefonista, segretaria, guida equestre,
maestra di tiro con l’arco, cuoca, casalinga perfetta, servizio
di lavanderia multidislocato, baby sitter, massaggiatrice, amica, e in
un solo, unico caso, anche amante.
Darta, perché se è provato che la
Pet-Therapy dà ottimi risultati nei processi di guarigione, noi
ne stiamo sperimentando l’efficacia sui processi economici. Darta
è una gattona bianca e nera che viveva qui molto prima che arrivassimo
noi (quindi possiede il 10% della società come socio felino), due
anni fa è stata scambiata per un cinghiale da un acuto cacciatore
ma ne è uscita viva e ora dispensa la saggezza del sopravvissuto.
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