Carissimi,
desideriamo aggiornarvi sull’attuale situazione del
mercato dell’energia elettrica da fonte rinnovabile.
A due anni di distanza dalla liberalizzazione del mercato la situazione
e' quantomeno sorprendente: vi sono alcune societa' di fornitura che
offrono il servizio solo alle aziende, pochissime gestiscono anche i
rapporti con i privati.
Ma facciamo un passo indietro: quando nel luglio del 2007 si annunciava
la liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica ne fummo tutti
contenti, finalmente potevamo decidere come e dove e a chi dare i soldi
per avere le lampadine accese in casa, potevamo scegliere l’energia
rinnovabile che piu' ci piaceva, sganciarci dai monopoli ecc.
Dopo aver valutato varie opportunita', grazie anche all’esperienza
dell’ingegner Fauri, incontrammo AGSM, l’azienda municipalizzata di
Verona e decidemmo di procedere con la formazione del Gruppo d’Acquisto.

Avevamo deciso di non affiliarci alla 220, che allora spopolava anche
grazie a una campagna pubblicitaria molto presente e soprattutto al
patrocinio di Legambiente: non ci piaceva il fatto di non riuscire ad
avere informazioni complete sui vari tipi di contratto e che pertanto
ci sfuggisse quel controllo che sempre vogliamo esercitare per
salvaguardare i nostri aderenti.
Agsm ci dava qualche garanzia in piu': anzitutto proponeva condizioni
contrattali molto chiare e trasparenti; e poi era un’azienda che gia'
si occupava di energia elettrica, aveva, quindi, gia' la struttura e le
competenze necessarie per affrontare quello che probabilmente sarebbe
stato un delirio burocratico. Cosa che puntualmente si e' verificata.
Riuscimmo a spuntare durante la trattativa un piccolo sconto per gli
aderenti e un’altrettanta piccola quota per Merci Dolci che gestiva il
gruppo d’acquisto.
Niente di esaltante rispetto alle proposte
di altre aziende, ma le due certificazioni in mano ad Agsm (Recs ed
Energia Verde 100%) e le prospettive di incremento sul fronte del
rinnovabile ci facevano ben sperare anche per gli investimenti futuri
in tal senso dell’azienda. Sapevamo anche che la forza di un Gruppo
d’acquisto e' tanta ma si sviluppa nel tempo. Quando abbiamo iniziato
il nostro rapporto di collaborazione, potevamo solo offrire promesse ma
contavamo sul fatto che nel tempo il nostro peso sarebbe stato sempre
piu' grande. Ok, come al solito, le formichine tutte insieme avrebbero
spostato un elefante.
Restava il problema che Agsm oltre all’energia rinnovabile gestiva
anche un inceneritore a Ca’ del Bue, una spina nel fianco… Decidemmo
che per il momento ci bastava l’assicurazione che l’energia fornita ai
nostri aderenti sarebbe stata verde e certificata, poi col tempo e con
la forza delle nostre adesioni avremmo fatto tutte le pressioni che
saremmo riusciti a mettere in atto.
I primi mesi sono stati il delirio previsto, e
anche un po’ di piu'. Ogni
bolletta dell’energia elettrica contiene varie cose: il consumo
effettivo,
il trasporto, le tasse comunali che appunto in quanto tali variano da
comune
a comune… e qui non vi dico: bisognava telefonare ai comuni, trovare la
persona che ne sapesse qualcosa, avere i dati… Per ogni aderente se ne
partivano almeno due giorni, poi capire come si dovevano gestire anche
le fasi
successive, non parliamo del momento in cui sono iniziate le
fatturazioni. Ne
sanno qualcosa i nostri primi aderenti, meraviglia delle meraviglie,
che hanno
aspettato mesi prima di ricevere la prima fattura, fidandosi di noi e
capendo
di essere, come al solito, pionieri che stavano aprendo la strada a
colpi di
machete.
Ecco perche' le altre aziende non si erano accollate i clienti
residenziali,
il piatto molte volte non valeva la candela. Ma era un discorso un po’
miope,
col tempo e i numeri potevamo far diventare conveniente anche
all’azienda
quello che all’inizio sembrava un enorme spreco di tempo ed energie.
E denaro, soprattutto un grande esborso iniziale di denaro. Perche'
funziona
cosi': l’utente continua a consumare l’energia solita, poi Enel o
chi per essa, fattura all’Agsm il trasporto, Agsm immette in rete tanta
energia rinnovabile quanta consumata dal cliente e paga il trasporto ad
Enel
e poi fattura al cliente energia e trasporto.
Ed e' stato questo passaggio che ha, in pratica, fatto affondare o
comunque boccheggiare
la 220. La societa' si e' trovata a dover anticipare somme importanti
per alcuni
mesi senza poter fatturare e quindi rientrare dei costi… Alla lunga ha
smesso di pagare Enel, la quale si e' “ripresa” i propri clienti
(a molti e' arrivata la comunicazione che venivano recuperati e messi
“a
maggior tutela”). Nessuno e' rimasto senza energia, ci mancherebbe! ma
il caos e' stato totale. Poi la 220 e' diventata Greenetwork, poi
Multipla… ha
rifiutato alcuni clienti, sempre i piccoli, e tenuto altri. Di fatto si
e' un
po’ perso lo spirito iniziale e restano sempre un po’ difficoltose
le comunicazioni. In tutto questo Legambiente ha diramato (anche se
pubblicizzandolo
molto meno dell’iniziale) un comunicato in cui, giustamente, prendeva
le
distanze.
Noi andavamo avanti, rispondendo alle giuste critiche, cercando di
essere sempre
presenti con gli aderenti (che son poi quelli che ci interessano: si
sa, le aziende
vanno e vengono ma gli amici restano) fino ad oggi. Gli aderenti al
gruppo sono
circa 800 e lentamente ma costantemente aumentano.
Molti, scottati dall’esperienza 220, non si fidano piu' del mercato
libero
e li capiamo, ma speriamo che abbiano voglia prima o poi di tornare a
crederci.
Noi qui stiamo!
Martedi' scorso ci siamo nuovamente incontrati con la dirigenza Agsm
per fare
un po’ il punto della situazione, e ci hanno dato una notizia
incredibile:
tutto il caos sull’inceneritore di Ca’ del Bue e l’inceneritore
non e' in funzione! Ahhh, beato delirio italico… noi ne siamo contenti
e li teniamo d’occhio, voi ci potete aiutare ancora?
Vorremo arrivare ad avere un maggior numero di iscritti per poter fare
sempre
piu' pressione a favore dell’ambiente.
Le formichine… la forza delle formichine.
Per aderire al Gruppo d'acquisto clicca
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